Ti acorgi che hai troppi amici su facebook quando...
Tizio Caio ti ha aggiunto come amico...
E mo chi è questo?
Conosco tre persone che si chiamano Tizio, ma il cognome non mi dice niente...
Vediamo la foto.
E chi è questo? Manco la foto mi dice niente.
Ma guarda abbiamo un amico in comune....
Vediamo chi è, forse così riesco a capire chi è sto Tizio. Ora ci clicco.
Sempronio Rossi....
E chi cazzo è questo?
Supposte di attualità #9
Finanziaria. Sì del senato, ma senza la banca del sud. Le rapine in banca non fruttano più...
Spazio. Trovata l'acqua sulla luna. Pronta la costruzioni nelle vicinanze di villette a schiera abusive.
Lazio. Dal 16 Novembre la regione passerà al digitale terrestre, se non si acquista il decoter non si potrebbe vedere più il tg1, grande fratello, l'isola dei famosi e tanti altri programmi... In calo le vendite dei decoter.
Finanziaria spariscono i fondi per assumere i giovani ricercatori... Li stanno ancora ricercando...
Emergenza rifiuti. La Regione Sicilia stanzia altri 4 miliardi. Abbiamo trovato i fondi per i giovani ricercatori! Provate nel cassonetto!
Senato. Dopo il caso Cosentino trenta senatori chiedono l'ispezione della procura di Napoli... Mica vorranno inquinare le prove su di loro?
Divorzio Berlusconi-Veronica, la parola passa ai giudici... Berlusconi già li definisce comunisti per mettere le mani avanti.
Giovanardi. Cucchi morto per droga. Pronta la replica del cervello del politico: "mi dissocio!"
Alfano. Lavoreremo per valutare l'impatto del ddl giustizia. E' inutile perdere tempo, tanto lo sappiamo l'impatto sui processi del premier.
Governo. Il ministro dell'istruzione Gelmini diventa mamma. "Non mi fermerò nemmeno un giorno" Sollievo delle associazione per la tutela dei neonati, un po' meno per quelle per la tutela dei bambini, adolescenti e studenti universitari.
Governo. Lite tra Tremonti e Brunetta, pare che Tremonti abbia detto al mini-ministro "non ti avvicinave o ti pvendo a calci in culo"... Secondo i ben informati, pare che il ministro Brunetta abbia accusato Tremonti di uscire sistematicamente a comprare i panini ad un gruppo di dipendenti del ministero delle finanze.
Non mie, ma di un amico...
FINI: PRESTO DDL PER PROCESSI BREVI. BERLUSCONI: NOSTRO INCONTRO ANDATO BENE
Tradotto: si torna all' IMPUNITA' parlamentare...
TREMONTI: NON FARO' TAGLI SULLE PENSIONI
Se ha detto il vero, ce la tagliamo noi!
CEI: I MAFIOSI SONO FUORI DALLA CHIESA
... e se vogliono assistere alla messa, lupare e coltelli tutti in sacrestia, chiaro?!
DE ROSSI OPERATO PER GOMITATA VIEIRA
Prova Tv: 3 giornate a Samuel.
MUTOLO: DOVEVAMO RAPIRE BERLUSCONI
Erano in 18: temevano che potesse CANTARE!
MUTOLO: C’ERA PURE CONTORNO
Col senno di poi, a distanza di 20 anni, bastava arrivare all’antipasto: almeno oggi non avremmo dovuto digerirlo noi…
MUTOLO: NON SAPEVO MANCO CHE BERLUSCONI SI CHIAMASSE COSI'
Coglione.
MUTOLO: NON SAPEVO MANCO CHE BERLUSCONI SI CHIAMASSE COSI'
E allora siete pari: Silvio pensava che tu fossi l'ottavo nano...
SONDAGGIO SPEED DATE: PER IL 38% DELLE DONNE SINGLE, LA PARTE PIU' SEXY DELL'UOMO E' LO SGUARDO
Il restante 61% ha risposto il PORTAFOGLI!
Come un acquisto può farci riflettere sulla politica energetica italiana
Ho appena acquistato un auto nuova... Quattro anni di duri risparmi. Mi son detto: "perché io non devo partecipare all'immissione di CO2 nell'atmosfera e all'esaurimento delle riserve di petrolio?" E così l'ho fatto.
Ma il problema è un altro ed è molto più grave! La casa automobilistica (una nota casa italiana), oltre alla macchina e optional mi offre un'assistenza completa su strada, ma questo servizio è da escludere in vari eventi, tra cui (cito dal libretto della nota casa automobilistica italiana):
[...] Le prestazioni non sono dovute in dipendenza di: partecipazione a gare automobilistiche e relative prove ed allenamenti , [...] nonché fenomeni di trasmutazione dell'atomo o radiazioni provocate dall'accelerazione artificiale di particelle atomiche [...]
Passi per le gare, ho un'utilitaria non l'ho comprata per questo. Ma giuro che se fanno una centrale nucleare ed espolede quando sono in viaggio, mi incazzo di brutto!
Duepuntozero vuol dire che fuori piove
La tecnologia ci da tante possibilità e perché non sfruttare l'interazione che ci da internet? E soprattutto perché non sfruttare quel mezzo straordinario che è feisbuc? (In realtà fuori piove e non avevo niente da fare, così ho creato sta cosa).
E con queste premesse che nasce la pagina di feisbuc dedicata a questo blog, dove le intenzioni dell'autore sono quelle di provare un esperimento interrativo con i lettori del blog... (diciamo la verità, visti gli scarsi risultati del blog, l'autore è sicuro che anche sta cosa non funzionerà, ma fuori piove ed io dovevo pur fare qualcosa).
I post verranno ricollocati nella pagina e i lettori potranno dissentire con l'autore e comunicare con lui per migliorare questo spazio web e renderlo un punto di riferimento della rete italiana (in realtà il blog ha anche i commenti ma vuoi mettere quanto fa figo avere una pagina su feisbuc e poi la pioggia mi costringe a rimanere a casa).
Internet è un mezzo fantastico (specie quando fuori piove) e sfruttarne le possibilità è un dovere per chi come me comunica con il mondo esterno con questo mezzo, finché avremo la libertà di poterlo farlo (finché piove).
Questo blog ha la pretesa di essere anti-berlusconiano, anti-clericare, anti-capitalista, anti-sistema, anti-influenza A, anti-gossip, anti-pd, anti-politico, anti-Grillo (e anti-pioggia).
La pagina di feisbuc permetterà un maggior seguito e una maggiore qualità (anche se la qualità qui dentro è latente).
Accorrete tutti e interagite con l'autore (almeno finché non smette di piovere) e non ve ne pentirete (tanto se fuori piove non avete niente da fare).
Ah, la pagina la troverete qui.
La festa patronale, i truzzi e il tagadà (dal vecchio blog)
La vita in un paese in genere scorre tranquilla, con i suoi rituali e le sue stagioni. I signori anziani che passeggiano con le mani dietro le spalle, in mezzo al corso, discutono, a seconda delle stagioni, di ulivi, grano, mandorle e pomodori. Le anziane indaffarate nelle faccende di casa, nelle spese quotidiane e di sera, col fresco, davanti alla porta di casa sedute su una sedia a chiacchierare.
Questa quotidianità in genere viene scossa da un avvenimento annuale: la festa patronale.
A San Giovanni Rotondo abbiamo due feste patronali, una quella di San Giovanni, il 24 giugno (che apre l’estate) e l’altra quella di Santa Maria, l’otto settembre (che chiude l’estate). Durante queste feste i vecchi continuano a parlare di ulivi, grano, mandarle e pomodori, ma vestiti bene e con accanto le loro mogli, portate fuori per l’occasione. A mezzogiorno dalle case si sprigiona un profumo di ragù (quello pugliese fatto con le brasciole) e il lato sacro della festa viene saziato dalla processione e dall’esposizione dai balconi, durante il passaggio di quest’ultima, di coperte ricamate.
Ma durante la festa patronale, almeno ai miei tempi, c’era un’altra sacralità: la venuta delle giostre e con loro la venuta del Tagadà, una sorte di bolgia infernale dove le donne venivano svezzate a furia di musica dance anni ‘90 e di un indicibile puzza di sudore.
La voce della speaker della giostra ripeteva le solite quattro frasi: “benvenuti signori al tagadà!”; “ultimo giro ultima corsa al tagadà!”; “e ora si balla!”; “senza mani!”
Diciamolo questa sacralità era il regno dei truzzi del paese, che da noi vengono chiamati anche cozzi (anche se questo termine era usato più per i contadini), infatti altro termine più preciso per definire i mistici utilizzatori del rituale tagadà e dell’ascella pezzata era “Baracconi”.
I baracconi ci facevano paura, con le loro capigliature tipo giovane della Germania Est e il loro dialetto duro, avevano le maglie alla Mark Lenders, orecchini e, per chi aveva l’età, giravano in macchina con musica neo-melodica napoletana a tutto volume.
Le macchine dei baracconi erano spettacolari! Ne ricordo una in particolare, una 127 sport nera con i bordi arancioni, le tendine di Marilyn Monroe e/o leoni e una splendida luce tipo kit di Supercar sul davanti.
Dicevo, le giostre era il loro regno. Il tagadà da fare rigorosamente in piedi, con ascella pezzata in bella mostra, le macchine da scontro da guidare seduti sopra il sedile accanto all’antenna e il tirapugno, unica vera unità di misura per la loro gerarchia interna.
Perché il nostro truzzo era diverso da quello attuale, il nostro truzzo sfuggiva alla tecnologia attuale, non sapeva cos’era un telefonino, anche se non disdegnava il mega impianto stereo per poter far sentire al paese intero la loro musica: Carmelo Zappula, Nino D’Angelo e altri cantanti neo-melodici napoletani… C’era anche chi ti faceva ascoltare musica dance anni ’90, ma il vero truzzo sotto sotto è romantico.
Per loro la festa patronale si svolgeva solo nelle giostre e le giostre erano un’occasione per poter sfilare soldi ai figli di professori e di avvocati, per poter vantarsi del punteggio fatto sul tirapugni e per poter rimorchiare donne con la loro ascella pezzata da tagadà.
I nostri truzzi erano diversi da quelli di città, non erano figli di gente ignorante arricchita, anche perché al sud i cozzi con i soldi ci tenevano a far studiare i figli e a farli andare a scuole assieme ai figli dei professori e degli avvocati. I baracconi erano per lo più ragazzi di strada, “fatt e lassat” come si dice dalle mie parti. Avevano alle spalle infanzie non facili, con genitori manovali e/o carcerati per robetta da poco. I nostri, diciamo la verità, erano dei duri.
Due anni fa mi trovai a casa durante la festa patronale di Santa Maria e con mio enorme dispiacere constatai che il tagadà e il tirapugni non c’erano più e che le macchine da scontro venivano usate in maniera normale. Ma cos’era successo ai baracconi? Cos’era successo alle ascella pezzate? Dove erano i ragazzini che approfittano della festa patronale per rubare i soldi ai figli dei professori ed avvocati? Non ne ho visti.
I tempi cambiano e i miei ricordi svaniscono. I nostri truzzi ora o fanno i manovali o sono carcerati come i loro padri, alcuni sono morti di overdose. Le nuove generazioni truzze, in perfetto stile baraccone, vagano per il paese, distratti più dai telefonini che dalla socializzazione che gli può dare un semplice giro nel tagadà, una prova di forza al tirapugni o dal timore che possono incutere ai figli dei professori o avvocati.












